Kusen 7

Non lasciatevi influenzare dai pensieri: il sentimento di essere stanco utilizziamolo in modo positivo, cioè cogliere questa stanchezza per lasciare la presa più facilmente dal funzionamento dell’ego e di smettere di praticare con l’ego, con la volontà, con il giudizio, ma di abbandonarsi completamente, corpo e spirito, buttarsi nella casa di Buddha.

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Kusen 6

Ieri ho parlato dell’importanza di riconoscere che spesso le cose non vanno come vogliamo, ma il problema non è questo – è una verità ovvia – ma come la incorporiamo, come facciamo, come ci confrontiamo con questa verità così ovvia.

Il punto importante è di non cadere nella trappola del rimpianto o dell’ansia. Realizzare che in questo momento c’è solo una vita e una persona, cioè che non possiamo sperare che qualcuno venga a vivere un momento difficile al nostro posto. Lo dobbiamo affrontare completamente, con lo spirito non oscurato da aspettative e fare le cose che dobbiamo fare in questo momento, le cose che sono ovvie, senza ragionare troppo. Se salutiamo qualcuno, lo salutiamo completamente, senza pensare a qualcos’altro. Senza vedere la persona nella luce delle immagini, preconcetti e pregiudizi che si presentano alla mente, che si manifestano immediatamente. Riconoscere quei aspetti e non seguirle, permette che facciamo completamente l’azione di salutare. E così con tutte le azioni. Fare completamente la cosa che è da fare in quel momento senza aspettarsi un certo resultato.

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Kusen 5

Concentratevi completamente, cioè con tutto il vostro essere, sulla pratica del qui e ora. Solo qui e ora possiamo fare zazen, possiamo sederci shikantaza, senza scopo personale, ma al di là di ogni scopo personale vi è uno scopo molto più ampio, vasto, con uno stato di spirito che non cerca di afferrare qualsiasi pensiero. Hishiryo, al di là del pensare.

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Kusen 4

Ieri 8 dicembre era la commemorazione del risveglio del Buddha. Siddharta è partito, ha lasciato il suo stile di vita per cercare il bene per se stesso e tutti gli altri. Fu molto influenzato da alcuni incontri che aveva fatto. Un vecchio, un malato, un cadavere e un uomo che cercava di vivere una vita religiosa. Attraverso questi incontri ha capito che la ricerca del bene per tutti era molto più importante che rimanere in famiglia e camminare sulle orme del padre, governare il paese.

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Kusen 3

 

Quando si inizia la Via dello Zen, quando entra nel tempio, ognuno tra noi aveva o ha un’altra aspettativa, un altro scopo che voleva realizzare, ma infine tutto si riassume nel cercare il bene, cercare di avere una miglior qualità della vita. Però delle volte la postura è dolorosa e ci si chiede quale bene si possa trovare nell’avere il male, il dolore. Male al ginocchio, male alla schiena, alla nuca, ecc… Male nella mente, perché vengono pensieri che non vogliamo vedere, avere, pensare. Nonostante questo lo zazen è sempre volto a migliorare la qualità della vita, non soltanto della propria vita, ma attraverso il miglioramento della qualità della propria vita, migliorare la qualità della vita degli altri. Insomma è tornare alla condizione normale dell’essere umano: un essere completo, un essere che ha risolto lo stato prima che avvenisse la separazione attraverso l’identificazione ai pensieri, ai concetti, ai desideri.

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Kusen 2

Nello Zen, com’è stato insegnato da Dogen Zenji, niente è limitato a un punto di vista di scuola, di persona, di tempo. Dogen Zenji ha sempre insegnato lo Zen al di là di ogni separazione. Insegnava shikantaza e diceva che shikantaza è l’insegnamento del Buddhadharma che è stato trasmesso in modo corretto e la Via di Buddha, la Via di tutti i Buddha, di tutti gli insegnanti, gli antenati, di tutto il buddhismo prima che ci fosse qualsiasi divisione.

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Kusen 1 – Commemorazione Risveglio del Buddha

Non lasciate che lo zazen sia oscurato dall’abitudine. Nello zazen ogni momento è fresco, nuovo presente, concentrato, in equilibrio con l’osservazione. È sempre di nuovo riequilibrare sia il corpo, sia la mente. In ogni momento risvegliarsi e non cadere nella trappola delle illusioni, illusioni come “mi piace, non mi piace, voglio dormire, stare a casa, fare altra cosa, bello, brutto, poco, molto”. Tutte queste categorie sono desideri, espressioni di un desiderio egocentrico, illusioni. Per favore non addormentatevi nell’illusione, risvegliatevi e uscite dall’illusione.

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