Kusen 4

Ieri 8 dicembre era la commemorazione del risveglio del Buddha. Siddharta è partito, ha lasciato il suo stile di vita per cercare il bene per se stesso e tutti gli altri. Fu molto influenzato da alcuni incontri che aveva fatto. Un vecchio, un malato, un cadavere e un uomo che cercava di vivere una vita religiosa. Attraverso questi incontri ha capito che la ricerca del bene per tutti era molto più importante che rimanere in famiglia e camminare sulle orme del padre, governare il paese.

Continua a leggere

Kusen 3

 

Quando si inizia la Via dello Zen, quando entra nel tempio, ognuno tra noi aveva o ha un’altra aspettativa, un altro scopo che voleva realizzare, ma infine tutto si riassume nel cercare il bene, cercare di avere una miglior qualità della vita. Però delle volte la postura è dolorosa e ci si chiede quale bene si possa trovare nell’avere il male, il dolore. Male al ginocchio, male alla schiena, alla nuca, ecc… Male nella mente, perché vengono pensieri che non vogliamo vedere, avere, pensare. Nonostante questo lo zazen è sempre volto a migliorare la qualità della vita, non soltanto della propria vita, ma attraverso il miglioramento della qualità della propria vita, migliorare la qualità della vita degli altri. Insomma è tornare alla condizione normale dell’essere umano: un essere completo, un essere che ha risolto lo stato prima che avvenisse la separazione attraverso l’identificazione ai pensieri, ai concetti, ai desideri.

Continua a leggere

Kusen 2

Nello Zen, com’è stato insegnato da Dogen Zenji, niente è limitato a un punto di vista di scuola, di persona, di tempo. Dogen Zenji ha sempre insegnato lo Zen al di là di ogni separazione. Insegnava shikantaza e diceva che shikantaza è l’insegnamento del Buddhadharma che è stato trasmesso in modo corretto e la Via di Buddha, la Via di tutti i Buddha, di tutti gli insegnanti, gli antenati, di tutto il buddhismo prima che ci fosse qualsiasi divisione.

Continua a leggere