La pratica del Kesa

cucitura kesa

La pratica della cucitura del Kesa

La pratica del kesa consiste nel mantenere e praticare lo studio dello Zen, dell’insegnamento di base di Buddha Shakyamuni e dell’insegnamento del Grande Fondatore dello Zen in Giappone nel cui lignaggio siamo ancora oggi iscritti.

Già dal tempo di Buddha Shakyamuni le istruzioni, il modello, lo stato di spirito col quale cercare le stoffe, il punto di cucito, il taglio e l’assemblaggio dei panni, il modo in cui portare e mantenere il kesa era sottomesso a delle regole. Quelle regole sono state trasmesse da patriarca in patriarca e da maestro della trasmissione in maestro della trasmissione. Dogen Zenji lo sottolinea chiaramente e severamente nei capitoli “Kesa-kudoku” e “Den-e” del Shobogenzo.

Continua a leggere

Discorso del Dharma – Hanamatsuri

Hanamatsuri è il festival dei fiori nel quale si commemora la nascita del Buddha.

C’è la primavera, un’altra stagione che inizia, tutto esprime la vita dopo il silenzio e il riposo dell’inverno; tutte le cose riprendono vita. Gli alberi fioriscono, altri fiori sbocciano, la gente riprende energia. La primavera è il simbolo che tutto continua a rinascere; che c’è sempre l’apparire e lo scomparire. In ogni momento c’è il nascere, il vivere e il morire. Lo zazen è l’espressione, il simbolo del voto che abbiamo fatto dentro di noi, spesso inconsciamente, segretamente, di risvegliarci.

Continua a leggere

Soto Zen: le origini

Di seguito un estratto del discorso del Dharma, tenuto dal Rev. Taibun San il giorno 16 dicembre 2016 al Tempio Zen Jōhōji di Roma, circa le origini del Buddhismo Soto in Giappone e sull’opera dei suoi fondatori.

1.I due fondatori della tradizione Soto Zen

Due sono ritenuti i fondatori nella tradizione Soto Zen giapponese. Dogen Zenji e Keizan Zenji. Entrambi hanno giocato un ruolo diverso e spesso contrastante nella storia dello Zen Soto. Usando una metafora Dogen è a volte chiamato come il padre e Keizan la madre dello Zen Soto.

Continua a leggere

Ritiro Estivo 2018

Anche per il 201Image38 L’Associazione Buddhista Zen Soto “Buppo” ed il Buppo Sangha sono lieti di organizzare un periodo intensivo di meditazione zazen in Umbria, presso la Casa-laboratorio di Cenci, tra i boschi della campagna di Amelia.

La pratica durante la sesshin, oltre allo Zazen e al samù (lavoro), includerà workshop di cucitura del Kesa ed insegnamenti (Teisho).

La direzione del ritiro e l’insegnamento sono affidati al Rev. Sengyo van Leuven.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare la pagina relativa.

 

Kusen – Zazenkai 12 novembre 2017

 

Kannon

di Sengyo Van Leuven

Durante lo zazen ritorniamo continuamente al contatto con il corpo, cioè siamo molto
consapevoli della totalità del corpo nella postura giusta, col respiro giusto. Quando
torniamo in contatto, significa che lasciamo la presa da ogni pensiero che è stato
sviluppato e vuol dire che non si crea piu tensione né nel corpo né nella mente. Si gira
totalmente lo sguardo verso l’interno e se si osserva intimamente – intimamente vuol dire al di là di ogni concetto, di ogni immagine – è veramente come stare in intimità con se stessi.

Continua a leggere

Niente di speciale

zen

di Charlotte Jocko Beck, Astrolabio Ubaldini, 1994

Dal dramma all’assenza di dramma

Nella pratica dello Zen passiamo da una vita di dramma, una sorta di soap opera, a una vita di assenza di dramma. Benché possiamo affermare il contrario, i nostri drammi personali ci piacciono, e molto. Perché? Perché, qualunque sia il dramma in atto, noi ne siamo al centro, esattamente lì dove vogliamo essere. Con la pratica prendiamo a poco a poco le distanze dal pensiero assillante di noi stessi. Quindi, passare da una vita drammatica a una vita sdrammatizzata, per quanto insipido possa sembrare, è appunto lo scopo dello Zen. Vediamo meglio questo processo.

Continua a leggere

Sesshin 02-04 giugno 2017

sesshin giugno2

Preghiamo i partecipanti di voler comunicare per tempo la loro presenza durante le giornate della Sesshin. Questo sarà di grande aiuto per poter pianificare con anticipo non solo l’organizzazione dei pasti ma anche tutte le diverse attività connesse a un buon svolgimento della pratica. Per iscrizioni e/o informazioni potete inviare email all’indirizzo tempiozenroma@gmail.com oppure telefonare al numero 366-4776978. Come di consueto, per chi lo volesse, sarà anche possibile pernottare al tempio.

Continua a leggere

About European Ango

di Sengyo van Leuven, maestro del Tempio Zen Jōhō-ji di Roma

d8c0823ecc97cbf6124545aa19c83eca

The beginning of this first European training monastery and my participation on it were decided shortly before it actually started. This is to say that my teacher asked me to participate at this Ango the moment when the commemoration ceremonies and symposium of 40 years of Zen in Europe at the Gendronnière were held. I first declined but agreed to it when he asked me again. I first declined because a lot of things to do for Zen were planned and a short time notice like this is not so evident to manage, since we are actively participating in social society (work, bills to pay, etc.). And my 72-year old father was just diagnosed with a spread out colon-cancer. So bad timing (as such things usually are)!

Continua a leggere

È perfetto

di Jocko Beck, Zen Quotidiano (Ubaldini Editore)

 

SONY DSC

L’illuminazione è il nucleo di tutte le religioni, ma spesso ne abbiamo un’idea falsata. Paragoniamo l’illuminazione a uno stato di perfezione, di grande tranquillità e accettazione. Non è così.

Vorrei sottoporvi una serie di domande che riguardano situazioni spiacevoli. Non dico di non tentare di prevenirle o di cambiarle, né dico che non dobbiate avere forti reazioni o forti preferenze nei loro riguardi. Ma questi esempi ci forniranno qualche barlume, che a sua volta ci consentirà di capire meglio che cosa sia la pratica. Ecco le domande:

Continua a leggere

Un contenitore più grande

di Jocko Beck, Zen Quotidiano (Ubaldini Editore)

A novantacinque anni Genpo Roshi, un grande maestro zen contemporaneo, usò la metafora della ‘porta senza porta’ per indicare che non c’è nessuna porta da varcare per capire cos’è la vita. Eppure, continuò, dal punto di vista della pratica c’è una porta che dobbiamo attraversare: la porta dell’orgoglio. Tutti noi, senza eccezione, dal momento in cui ci siamo svegliati questa mattina, abbiamo incontrato in una forma o nell’altra il nostro orgoglio. Per valicare la porta che non è una porta dobbiamo andare al di là dell’orgoglio.

Continua a leggere

La totalità dell’universo

Giornata di zazen a Saint-Thierry – Maggio 2015

Sengyo van Leuven

illustris_box_dmdens_gasvel.png__800x600_q85_cropMantenete gli occhi aperti. Non seguite il vostro desiderio di dormire. Svegliatevi e siate completamente presenti qui e ora. Per essere presenti qui e ora, bisogna che non vi sia nessuno, e nessun attaccamento a un me, a un pensiero, a un concetto, a una aspettativa… dimenticate tutto ciò.

Di colpo, l’essere, così come deve essere, in questo momento appare liberato. Sempre liberarsi dei propri attaccamenti, dei propri concetti. La via del Buddha non è una via che porta alla libertà! Non vi è un punto di arrivo proiettato nel futuro, ma è la via della liberazione: ad ogni istante liberarsi completamente. A ogni istante, nascere, esistere e morire. Continua a leggere

Pratica e risveglio non sono separati

Giornata di zazen a Saint-Thierry – Maggio 2015

di Sengyo Van Leuven

sam-shih-zazen2Respirate con calma. Rilassatevi pur mantenendo la schiena diritta, una postura energica. Rilassatevi, lasciate andare tutte le tensioni: le spalle, la schiena, le gambe, il viso.
Dirigete l’energia che in questo modo viene liberata nel basso ventre, sotto l’ombelico. E’ là che bisogna essere concentrati. E’ là che bisogna concentrare l’energia, e non nella testa.

Continua a leggere

Come Praticare Zazen

htdzazen01Studiare la Via del Buddha è studiare se stessi.
Studiare se stessi è dimenticare se stessi.
E dimenticare se stessi è percepire se stessi come tutte le cose.
Realizzare questo è lasciar cadere mente e corpo di se stessi e degli altri.

Dogen Zenji

 

Continua a leggere

Nessuna aspettativa

di Jocko Beck, Zen Quotidiano (Ubaldini Editore)

Alcuni giorni fa ho ricevuto la notizia del suicidio di un amico, che non vedevo da anni. Quando lo frequentavo parlava unicamente di suicidio, perciò la notizia non mi colse impreparata. Non penso alla morte come a una tragedia. Tutti moriamo, non è tragico. Forse niente è tragico, ma ritengo che vivere senza gratitudine per la vita sia un vero peccato.

La vita umana è un’occasione preziosa. È stato detto che la probabilità di nascere come esseri umani equivale a quella che venga scelto un granello di sabbia tra tutti i granelli di una spiaggia. È un’occasione rara eppure, come nel caso del mio amico, qualcosa non funziona. L’errore è presente in ciascuno di noi: non apprezzare pienamente il puro fatto di essere vivi.

Continua a leggere