Kusen 7

Non lasciatevi influenzare dai pensieri: il sentimento di essere stanco utilizziamolo in modo positivo, cioè cogliere questa stanchezza per lasciare la presa più facilmente dal funzionamento dell’ego e di smettere di praticare con l’ego, con la volontà, con il giudizio, ma di abbandonarsi completamente, corpo e spirito, buttarsi nella casa di Buddha.

Fintanto che utilizziamo l’ego per praticare, continuiamo a utilizzare i preconcetti, le idee e i pregiudizi sul come deve essere e soprattutto su come sono io, che cosa sento io… lasciamo cadere, basta così. Non più essere destabilizzato dal combattimento con se stesso, dal giudicarsi, ma abbandonarsi corpo-spirito alla postura giusta del corpo e dello spirito dà l’energia necessaria e l’equilibrio necessario per continuare.

Se c’è stanchezza, accogliamola con piacere. C’è poca energia? Allora non sprecare quell’energia in una battaglia con i giudizi che non dovrebbe essere così stancante. Per respirare senza ostacolo correggiamo la postura delicatamente e osserviamo come il lasciare la presa fa generare, produce l’energia, l’equilibrio, la chiarezza dello spirito.

Buddha, dopo il risveglio, ha cominciato a insegnare e per quarantacinque anni non ha mai smesso di praticare, praticare zazen, lo studio di se stessi. E lasciare la presa dalle tentazioni di Mara, diciamo da tutti i bonno.

Lasciamo via libera allo zazen per riconoscere, per lasciare la presa, per ricevere tutto il bene dell’esistenza in questo mondo. Sempre di nuovo praticare, fare attenzione alla tendenza umana di aggrapparsi a un concetto o a una comprensione, ma di stare nella casa di Buddha dove c’è libertà, presenza, abbandono.

Abbandono dall’aggrapparsi per ricevere tutti i meriti dello zazen. Se Buddha ha potuto riconoscere che Mara veniva a visitarlo è un grande esempio da seguire. È inutile di cercare di nascondere la presenza della tentazione di Mara, che ci stanno tirando fuori dalla casa di Buddha, che fa che cominciamo a trascurare la pratica, il proprio benessere, l’attenzione a se stessi e agli altri. Se nascondi non lo può riconoscere e quindi lasciare la presa. Non c’è vergogna nella presenza dei bonno, c’è onore e salvezza nel non seguire quei bonno.

Celebriamo il risveglio di Buddha continuando la pratica giusta dello zazen, sviluppando le Paramitā, vivendo una vita diretta dai quattro voti del bodhisattva, con l’aiuto dei sedici precetti.

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