Kusen 4

Ieri 8 dicembre era la commemorazione del risveglio del Buddha. Siddharta è partito, ha lasciato il suo stile di vita per cercare il bene per se stesso e tutti gli altri. Fu molto influenzato da alcuni incontri che aveva fatto. Un vecchio, un malato, un cadavere e un uomo che cercava di vivere una vita religiosa. Attraverso questi incontri ha capito che la ricerca del bene per tutti era molto più importante che rimanere in famiglia e camminare sulle orme del padre, governare il paese.

Adesso ancora facciamo la stessa pratica nella quale Buddha Shakyamuni è diventato Buddha Shakyamuni. Prima aveva cercato di praticare tutte le cose già stabilite nel suo tempo come yoga e altre pratiche, anche pratiche ascetiche, ma niente l’ha portato a una liberazione totale. Padroneggiava sempre completamente tutti gli insegnamenti, ma non era mai soddisfatto. Un altro incontro l’ha portato verso la via del mezzo, a cominciare di nuovo a prendersi cura del proprio corpo, di nutrirlo, e finalmente di dedicarsi completamente al modo di essere che evitava i due estremi nei quali aveva vissuto. E si è risvegliato.

Attraverso lo zazen Buddha è sempre di nuovo presente. Non il corpo di Buddha Shakyamuni, questo è stato cremato, ma il Buddha nel senso del risveglio, nel senso di un atteggiamento degno, nobile, per il bene di tutti. Tutti noi facciamo sempre tanti incontri, tutti i giorni nella nostra vita. Tutti quegli incontri lasciano la loro impronta, cosciente o no. Nello zazen, l’incontro più importante è l’incontro con la realtà così com’è, l’incontro con il vero se stesso, spogliato di tutti i nostri concetti, tendenze. E vediamo, impariamo il modo di vivere attraverso la pratica dello zazen, attraverso il risveglio che si manifesta nella pratica. Anche se delle volte la pratica è difficile, delle volte facile, non importa, è sempre la pratica e sempre insegna come vivere, come vivere in modo degno. Mostra come esprimere, come manifestare, l’insegnamento di Dogen che lui ha realizzato nell’incontro con un vecchio tenzo che è la base per tutto il resto del suo percorso religioso.

Ichisoku buppo: le forme degne sono esse stesse il risveglio del Buddha.

Comportarsi bene, degno al di là delle proprie idee sull’essere degno, sul chi siamo, ma partendo dalla vacuità del vero se stesso, sviluppiamo ogni momento un’azione, un atteggiamento degno che esprime la totalità dell’insegnamento del Buddha, la totalità della ricerca per il bene per tutti. Quando si parla di tutti gli esseri, il bene per tutti si intende se stesso incluso – mai dimenticare questo.

Nessuna azione, nessun atteggiamento sta fuori il Buddhadharma. Ogni atteggiamento, ogni pratica, ogni azione, insegna a noi stessi il Buddhadharma, esprime la profondità del Buddhadharma. Cioè crea la condizione giusta per incontrare non soltanto gli altri, ma anche se stessi e per imparare dalla realtà così com’è in quel momento, l’importanza di vivere seguendo il Buddhadharma. Di lasciare stare il vivere seguendo le proprie opinioni, punti di vista egocentrici che portano soltanto la frustrazione, il caos, a volte pure la guerra. L’incontro con la pratica sincera, profonda del vecchio tenzo in Cina, ha influenzato e formato tutto l’insegnamento di Dogen per il resto della sua vita e è ancora sempre questo insegnamento, questa pratica che stiamo facendo in questo momento.

Buddha Shakyamuni, Bodhidharma, Yakujo, Dogen, tutti sono qua, presenti attraverso la pratica di ognuno e di tutti insieme, seduti in shikantaza, davanti al muro.

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