Kusen 2

Nello Zen, com’è stato insegnato da Dogen Zenji, niente è limitato a un punto di vista di scuola, di persona, di tempo. Dogen Zenji ha sempre insegnato lo Zen al di là di ogni separazione. Insegnava shikantaza e diceva che shikantaza è l’insegnamento del Buddhadharma che è stato trasmesso in modo corretto e la Via di Buddha, la Via di tutti i Buddha, di tutti gli insegnanti, gli antenati, di tutto il buddhismo prima che ci fosse qualsiasi divisione.

Nel Bendōwa scrive: “Il grande maestro Shakyamuni ha trasmesso esattamente, come la tradizione autentica, quel modo sottile per realizzare la Via e tutti i Buddha dei tre tempi hanno tutti realizzato la Via attraverso zazen. In quel modo il fatto che zazensia la porta autentica è sempre stato trasmesso e ricevuto. Sia in India che in Cina tutti gli insegnanti antenati hanno realizzato la Via nello zazen.

L’insegnamento che Dogen Zenji ha ricevuto dal suo maestro Nyojō è che praticare Zen è lasciare cadere e abbandonare il corpo-spirito e che praticare lo Zen è praticare zazen. Lo descrive come la via suprema, al di là di tutte le vie supreme. La sua esperienza era che il risveglio si manifesta quando si pratica shikantaza, cioè quando la pratica stessa è basata sulla realizzazione stessa. Dogen dice che l’opinione, il pensiero, che pratica ed esperienza non siano una sola cosa, è l’idea di ignoranti non buddhisti.

Nel Buddhadharma pratica, esperienza e realizzazione sono uguali.

La pratica di adesso è basata sulla realizzazione, perciò l’impegno di un principiante sulla Via è tutto il corpo della realizzazione originale.

Attraverso tutti gli scritti di Dogen e tutti i maestri del lignaggio, si insiste sempre sulla continuazione della pratica dello zazen. Senza zazen non c’è realizzazione e senza zazen tutte le altre pratiche non hanno senso. Senza zazen tutte le azioni della vita quotidiana sono forme vuote, ma con zazen praticato shikantaza, tutte le pratiche hanno la caratteristica dello shikantaza, tutte le azioni della vita quotidiana hanno il carattere dello shikantaza.

Cioè incorporare completamente tutti gli insegnamenti del Buddha nel corpo-spirito, al di là della semplice mente, sentire una spiegazione, leggere un testo o capire un testo.

Come pensiero, il buddhismo è limitato. Per praticare il buddhismo, per trasmetterlo alle generazioni future è di un’importanza vitale abbandonare concetti, punti di vista, pregiudizi per confrontarsi direttamente, per stare direttamente, volto a volto, con la realtà nella quale si vive, cioè qui e ora.

Si può studiare quanto si vuole, ma dal momento che non è utilizzato, che non è messo in pratica nella vita quotidiana, non ha nessun valore, non ha nessuna utilità, non permette la realizzazione, è soltanto qualcosa di vuoto, limitato al livello del concetto e non vissuto, non incorporato: una cosa morta non si può trasmettere.

Praticare nello Zen richiede che diamo il nostro corpo-spirito completamente al compito, alla cosa da fare in questo momento, sia essere seduto davanti al muro nella postura giusta, sia lavarsi il volto, fare la cucina o mangiare o lavorare, ogni cosa richiede l’abbandono completo del corpo-spirito per continuare il proprio training nello Zen, il proprio allenamento e non soltanto durante la pratica dello zazen. Questo è il significato di shikantaza: praticare non con l’obiettivo ben determinato di ottenere qualcosa attraverso zazen, ma per capire attraverso il corpo-spirito abbandonato che zazen stesso è la pratica di Buddha. La pratica di Buddha è lo zazen: praticare zazen in modo giusto con impegno e sincerità.

Shikantaza è lasciare sedere Buddha sullo zafu. Shikantaza è lasciare Buddha manifestarsi in tutte le azioni della vita quotidiana.

Buddha, spogliato dei preconcetti sul come deve essere, quale deve essere il suo aspetto, quale pratica, ma la pratica che va sempre al di là delle limitazioni personali, delle idee personali che possiamo avere e di affidarsi completamente all’insegnamento di shikantaza, di farne un’esperienza personale. Seguire la guida del maestro, seguire la Via della trasmissione è smettere di seguire la via dell’ego.

È soltanto lasciando la presa dal funzionamento dell’ego che Buddha si manifesta, che la Via si realizza.

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